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• Enoteca Regionale Lazio Palatium

Enoteca Regionale Palatium - il Lazio che ti resta dentro
Nel cuore pulsante di Roma, la tradizione culinaria laziale esprime tutto il suo fascino nell’Enoteca Regionale Palatium di via Frattina, dove ogni giorno gli ospiti vivono un viaggio multisensoriale tra profumi e sapori autentici, che svelano tutta la particolarità del territorio regionale.

Un luogo dove la tipicità dell’arte culinaria regionale rivive nelle ricette, ispirate alla tradizione più antica e nei prodotti, accuratamente selezionati sul territorio. Sin dalla nascita, nel 2004, l’Enoteca Regionale Palatiusm diffonde la conoscenza della cultura eno-gastronomica regionale e promuove l’intero paniere agroalimentare e vitivinicolo del Lazio.

Nel novembre 2015 la gestione dell’enoteca viene affidata a Retail food Srl, che provvede al restyling architettonico e, al contempo, si fa promotrice di un nuovo stile di fine-food, con l’obiettivo di di rilanciare Palatium in grande stile mantenendo inalterata la natura “regionale” della sua offerta eno-gastronomica.

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• Regione Lazio: Il Lazio: una regione da scoprire Roma - Latina - Frosinone - Rieti - Viterbo

Lazio - Una Regione da scoprire
La Cucina laziale è il riassunto di una gastronomia variegata, che risente dell’influenza delle regioni confinanti e della cultura enogastronomica tramandata dalle comunità insediatesi nella Capitale ancor prima del papato, come quella Ebraica, che è la più antica d’Europa. Nei piatti e nelle specialità tipiche regionali si palesa il gusto di una tradizione votata all’esaltazione dell’autenticità dei prodotti della terra e del mare, fino a scorgere tutta l’intimità dei sapori di una cucina di derivazione popolare dalle caratteristiche inconfondibili.
La Regione Lazio presenta una mappa di prodotti tipici, che sul territorio vengono coltivati con lo stesso metodo da anni ed anni, e con antiche ritualità che famiglie di produttori tramandano di generazione in generazione.
Prodotti ricercati, individuati e certificati, ognuno con il proprio carattere, diversi e disparati fra loro, portatori di sapori e profumi che lasciano intravedere un grande progetto di tradizione, risultato di un’unica regìa agroalimentare, che si traduce nella cultura gastronomica laziale.
Una cultura con una sua precisa identità, che riesce a confrontarsi con fierezza con le culture gastronomiche delle altre regioni d’Italia, meritando la considerazione e l’apprezzamento di raffinati palati, di esigenti gourmet.

ROMA
La cucina romana vanta una serie di piatti tipici a base di Carne, in particolare frattaglie preparate in vario modo, verdure, tra cui il Broccolo Romanesco, focacce, pizze dolci e pane di ogni tipo, tra cui il famoso Pane di Genzano, di tradizione rurale, con crosta scura e fine, dal profumo di cereale, molto apprezzato per la sua caratteristica leggerezza. I primi piatti della cucina romana accontentano tutti i palati: dagli Spaghetti alla Carbonara, importati nel Lazio dai carbonari, che fino ai primi del Novecento si recavano nei boschi del territorio a fare il carbone di legna, agli spaghetti alla Carretteria e alla Gricia, antenato della più ben nota Amatriciana.

FROSINONE
La Ciociaria, zona che corrisponde alla provincia di Frosinone e che deve il suo nome, di uso popolare, alle “ciocie”, le caratteristiche calzature usate in tempi antichi da contadini e pastori, è un punto di riferimento della cultura agroalimentare laziale. Della cucina frusinate, si possono apprezzare i piatti semplici e gustosi della tradizione contadina, ispirata al lavoro dei pastori e alla cura dei pascoli: dall’abbacchio allo scottadito alle “doppiette ciociare”, a cui si accompagna una grande cultura dei primi piatti, tra i più apprezzati i tonnarelli alla ciociara. Gli ovini in questa terra forniscono le loro specialità come, ad esempio, il “pecorino stagionato", prodotto soprattutto a Guarcino e Vico nel Lazio, comuni ciociari di antica vocazione agricola. Fiorente è anche l'allevamento dei bovini che forniscono latte vaccino, con il quale si produce la mozzarella di bufala DOP e le ricottine, tra le più famose la Ricotta di Bufala di Amaseno, alla base di diversi dolci, come il budino di ricotta; ma anche il Gran cacio di Morolo, di media o lunga stagionatura, a pasta filata semidura o dura, prodotto con latte vaccino appartiene alla più antica tradizione ciociara. Fra gli ortaggi dominano i carciofi e soprattutto il Peperone Corno di Bue di Pontecorvo, generalmente di colore rosso con la classica forma allungata a corno di bue, appunto, che ha ricevuto il riconoscimento della D.O.P. nel 2010. Tra i prodotti suini, invece, il prosciutto di Guarcino è il più ricercato. Il territorio ciociaro è anche la patria di eccellenti vini, dal Cesanese del Piglio DOCG all'IGT del Frusinate.

VITERBO
La gastronomia viterbese con la combinazione dei prodotti utilizzati nelle ricette tipiche, rigorosamente a base di carne, rappresenta l’esaltazione della varietà e dell’eccellenza di un territorio che si caratterizza per un uso particolarmente diffuso di legumi ed ortaggi, cucinati in vario modo sia come contorni, come il carciofo “alla romana” e “alla giudìa”, secondo una preparazione di tradizione ebraica, che in forma di frittate, come la frittata di patate alla viterbese o le antiche “pizzacce”, frittate realizzate con uovo, farina e latte, con formaggio pecorino e zucchero cannellato. Vaste aree del viterbese sono occupate dalla coltivazione del frumento, di cereali e legumi, come il Cece del Solco Dritto di Valentano, fiore all’occhiello del territorio dell'Alta Tuscia Laziale. Il frutto della vite dà prodotti pregiati come l'Est!Est!!Est!!! di Montefiascone, il Colli Etruschi Viterbesi e il Vignanello, che è possibile trovare nella cantina Palatium, così come l'Aleatico di Gradoli, il vino dolce da abbinare a ciambelle e dolci secchi.

LATINA
La tradizione culinaria del territorio di Latina è abbastanza giovane e si rifà perlopiù alla cucina della Capitale.
Eppure i prodotti tipici della provincia di Latina, frutto dell’esteso territorio di produzione, donano alle ricette pontine un aspetto di particolarità che si sublima nell’alternanza di piatti di terra e di mare, dalle Olive verdi di Gaeta, da gustare come appetizer alla Cicerchia di Ponza, legume dal sapore delicato che ricorda quello dei ceci, una delle specialità della più grande delle isole dell’arcipelago pontino; dalle eccellenti mozzarelle di Latina, al prosciutto di Bassiano, prodotto in un borgo della provincia di Latina, passando per l’indiscusso sapore delle salsicce di Monte San Biagio. Il pesce e i crostacei, tra cui i gamberi rossi di Ponza,pescati ad una profondità di circa 500 metri  da gustare crudi o abbonati, con ripieno di uova sode e verdure, invece, sono cucinati soprattutto alla brace, per conservarne la fragranza o in piatti tipici, di classica tradizione di mare: risotti alla pescatora, spaghetti alle vongole e ai frutti di mare. Indimenticabile è il sapore, al contempo corposo e delicato, dell'olio extravergine di oliva delle Colline Pontine, utilizzato in molti piatti della cucina laziale. Tra i vini pregiati pontini, risaltano il Cecubo, prodotto nelle sue distinte qualità tra Fondi, Itri, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno e il Moscato di Terracina, prodotto con una delle uve più aromatiche della regione.

RIETI
La Sabina, la zona del Lazio con capoluogo Rieti, grazie alla sua vicinanza con l'Abruzzo, che ha fornito piatti e influenze, offre un contributo particolare alla tradizione della gastronomia laziale. Della saporita e robusta cucina reatina sono tipici i ben noti “spaghetti o bucatini all’amatriciana” provenienti da Amatrice, i saltimbocca alla romana, così come la famosa mortadella di Amatrice, un salame crudo di carne di maiale a pasta molto fine, utilizzato in ogni antipasto o aperitivo, da assaporare insieme a crostini e bruschette condite con Olio extravergine di oliva Tuscia. Anche nel territorio di Rieti a farla da padrona è una gastronomia che presenta piatti a base di minestre e carne, che viene cucinata spesso bollita e offerta in composizione mista, come le “fregnacce”, il bollito misto tradizionale reatino. Rieti è anche il territorio laziale dov’è più diffusa la raccolta del tartufo, ingrediente alla base di diverse ricette, da accompagnare con vini pregiati come il Colli della Sabina.